Report Workshop 3 Giugno 2012. La co-creazione della città digitale

Questo report sintetizza i risultati emersi dal 1° workshop di co-creazione della città digitale, avvenuto il 3 Giugno presso la Sala Consiliare del Comune di Pompei, in occasione del Forum i/Pompei.

[1] STRUTTURA GENERALE

Il workshop si è sviluppato su tre fasi, tutti parte integrante della formazione.

FASE I: preparazione dell’evento
In questa fase sono stati creati un gruppo, una pagina e un evento Facebook dedicati al progetto per comunicare e coinvolgere la popolazione.
Il gruppo e la pagina Facebook rimarranno attivi come strumento di organizzazione, discussione e informazione sui social network.

FASE II: la piazza
In questa fase, un volantino è stato distribuito in piazza, per le strate e nei locali di Pompei dagli studenti, aprendo dialoghi e conversazioni dirette con la popolazione. L’azione urbana e il contatto fisico sono risultati gli elementi essenziali e maggiormente determinanti ai fini del coinvolgimento: diversi partecipanti al workshop sono intervenuti grazie a questa azione. L’unico limite riscontrato è riconducibile al poco tempo avuto a disposizione per organizzare l’azione, insieme al periodo sfavorevole legato alla chiusura dell’anno scolastico: la distribuzione cittadina è avvenuta nei giorni di sabato e domenica mattina, precedenti all’evento.

FASE III: l’evento cittadino
Questa fase consiste nel workshop vero e proprio, un momento tra la formazione e la performance in cui una serie di metodologie sono state utilizzate per avviare e impostare la riflessione sul futuro della città digitale. Durante il workshop sono stati utilizzati un questionario e delle slide di presentazione. Le slides sono servite da un lato a raccontare la storia del progetto, dall’altro a condividere elementi essenziali di scenario sulle tecnologie ubique e sulle potenzialità offerte dalla loro applicazione alla città e agli spazi pubblici. L’evento ha lanciato Ubiquitous Italia, una piattforma di partecipazione che consente a tutti i cittadini di contribuire con le proprie idee, discuterle e votarle.

A questo link è possibile visionare le slides di presentazione:
http://artisopensource.net/pompeiAR/?page_id=439

[2] I DATI EMERSI

Condensare i dati emersi da una discussione lunga oltre 4 ore è complesso quanto impossibile: putroppo per mancanza di budget e personale non disponiamo di registrazioni video. Quanto segue è, quindi, da considerarsi come una sintesi esemplificativa che cerca di cogliere e comunicare gli elementi principali del workshop: l’opportunità di registrare i workshop e lasciarli sotto forma di documentazione disponibile per studio e consultazione è da tenersi in conto per le successive iniziative, quale elemento determinante per la formazione, la ricerca e la creazione di un patrimonio condiviso di conoscenza. Ogni osservazione aggiuntiva a questo resoconto di chi era presente è quindi benvenuta: sarà sufficiente commentare qui sul sito, sulla pagina o sul gruppo Facebook, o eventualmente scrivere via mail.

I dati emersi complessivamente dalla giornata, attraverso la discussione e il questionario sono i seguenti:

- affrontare il problema della connettività, in particolare in zone quali “Parco Maria” e “Via Barocco Federico”. Uno dei partecipanti che vive in queste zone ha posto la questione di come sia possibile parlare di queste tecnologie senza un accesso a internet. Il tema è stato posto con forza e ha suscitato un dibattito sentito fra i partecipanti: l’assessore Alfano, dal canto suo, ha sottolineato come per gli operatori non ci sia il margine di investimento per portare l’infrastruttura. Ma il dato più interessante è emerso dagli scenari di applicazione delle c.d “reti meshed” (es. Netsukuku): un sistema di ruting p2p in cui gli access point sono in grado di dialogare tra loro e hanno tutti funzioni di routing, cioè sono in grado di inoltrare i pacchetti verso un altro nodo (è sufficiente, quindi, che uno di questi sia connesso alla rete cablata per estendere la copertura, esattamente come i sistemi p2p di file sharing: i nodi forniscono connesione al posto di file video, audio e testo). Usando questo tipo di reti è possibile immaginare dei veri e propri servizi comunitari di connesione paralleli a quelli ordinari disponibili sul mercato, gestibili dai cittadini.

Nota: Il tema ha suscitato l’interesse di tutti e in particolare degli studenti. Si suggerisce di aggiungere la proposta nell’ideario e di svilupparla come traccia di progetto. Ci proponiamo di fornire agli studenti materiale di approfondimento in merito.

- Sviluppo di economie di rete. Questo tema ha occupato una parte rilevante del workshop, in particolare legato al turismo e al commercio. Il tema è stato introdotto a partire dalla sostanziale differenza fra l’economia della scarsità tipica dell’era industriale (proteggere le idee attraverso brevetti e copyright – competere) e l’economia dell’abondanza tipica dell’era informazionale (condividere le idee e la conoscenza attraverso licenze open source – cooperare). L’esempio riportato è stato Arduino, progetto italiano basato su un modello open source e ormai presente e noto in tutto il mondo. Modelli simili sono stati discussi in rapporto al turismo e al commercio/produzione locale.

- Le zone di intervento (v. domanda 10 del questionario). Le zone emerse, con particolare riferimento alla “Fonte Salutare” che ricorre in più di una risposta, andranno considerate come aree di intervento prioritarie nella fase di progettazione. Altre zone di intervento citate sono le piste ciclabili, la Ztl e l’idea di trasformare ogni locale in un potenziale cinema/luogo di proiezione

Nota: sarebbe utile ottenere maggiori informazioni sulle zone indicate, costruendone delle schede. L’idea del cinema potrebbe essere inserita nel’ideario. 

- L’ascolto in tempo reale della città e i nuovi ruoli cittadini. Questo tema è stato centrale nel dibattito e nella comprensione dei meccanismi che sono alla base della città digitale e della nuova idea di spazio pubblico e attivazione che è possibile realizzare (v. domanda 13). Una consapevolezza diffusa di tali elementi è uno degli obiettivi stessi del progetto.

- La comunicazione: si è denotato come a Pompei un fattore determinante resta il passaparola: questo rafforza l’importanza dell’azione diretta nello spazio della città, per aprire il contatto. Si è inoltre indicata la necessità di creare una pagina dedicata al progetto sul sito del Comune.

Nota: un altro elemento immedietamente sfruttabile, insieme al sito, potrebbe essere l’uso dei totem presenti nel Comune.

Inseriamo infine in questa sezione del report un’idea pubblicata da uno dei partecipanti come commento sul sito il 4 giugno 2012: la proposta riguarda l’opportunità di costituire degli stage retribuiti presso il Comune per gli studenti che hanno partcipato al progetto. L’invito è a strutturare e inserire nell’ideario la proposta.

Di seguito un report analitico sul questionario.

[2.1] FOCUS ANALITICO SUL QUESTIONARIO

Nota metodologica: il questionario e la presente analisi non hanno in alcun modo nè un’intenzione nè un valore quantitativo. Non si tratta di un’indagine, ma di un metodo rivolto a suscitare riflessioni strutturate nei partecipanti sui temi del workshop e a iniziare a individuare i primi elementi per la progettazione. Il questionario non può essere compreso se non immaginato come parte integrante della presentazione. Le 14 domande sono state inserite in modo armonico e fluido all’interno delle slides, e compilate in tempo reale insieme ai partecipanti, lasciando intervalli di 1-2 minuti per fornire le relative risposte.

DOMANDA 1: c’è un tema che vi interessa in modo particolare e che riguarda la vostra vita e quella della vostra città? in caso positivo: quale?

- sviluppo sostenibile, in particolare del turismo
- luoghi in cui i ragazzi possono divertirsi: mancano cinema, sale giochi etc…
- rispetto e cura degli animali
- ottimizzare gli esercizi di attività commerciali
- sviluppo turistico
- ambiente, in particolare rifiuti, strade pulite, più verde
- igiene della città e sensibilizzione dei cittadini a questa tematica e all’inquinamento urbano
- cooperazione pubblico-privato per maggiore ascolto dei cittadini e una partecipazione attiva
- manutenzione delle strade
- tempo libero
- luoghi di incontro per giovani e anziani
- cooperazione fra enti
- eventi culturali
- come creare posti di lavoro evitando la camorra

DOMANDA 2: desiderate partecipare in maniera più attiva alle decisioni che vengono prese nella vostra città? quante ore potreste dedicare, ogni settimana, a questa attività? (ad esempio partecipando in discussioni pubbliche, o a redigere proposte)

La tendenza generalizzata è una volontà di dedicare del tempo alle attività di partecipazione, tranne un caso: il tempo varia da 2 a 6/7 ore con una punta estrema di 54 ore. In due casi si rileva un impedimento legato agli impegni lavorativi e familiari. Riportiamo infine una risposta particolarmente significativa:
“Assolutamente, ma essendo giovane, troppo giovane, le mie decisioni non verrebbero accettate o stimate come serie. In ogni caso, a livello di tempo, in base ai giorni, potrei deicare circa 2/3 ore.”

DOMANDA 3: quante persone che conoscete, incluse voi e i membri della vostra famiglia, possiedono uno smartphone? (ad es.: un iPhone o Android)
Le risposte rilevano una alta presenza di smarphone, sia nel nucleo familiare che fra gli amici, fino a rilevazioni di questo tipo:
“Ormai la mia città è invasa non solo da celulari dotati di internet, ma soprattutto da iPhone. C’è una silenziosa battaglia a chi deve aggiudicarsi l’ultimo o il più potente modello…”

DOMANDA 4: sapete che esistono modi di utilizzare lo smartphone e internet che vi permettono di partecipare alle decisioni della vostra città e ad organizzarvi come cittadini?

A fronte della alta diffusione di smarphone evidenziata da quasi tutti i partecipanti, la percezione di come queste tecnologie possano diventare strumenti di partecipazione alla sfera pubblica della città è debole. Riportiamo alcune risposte significative ai due poli della domanda:
“Sì! In Islanda hanno fatto risorgere una costituzione e altro”; “Si, social network nati per la e-participation”
“No, non ne ero a conoscenza… perchè anche con uno smarphone non potrei partecipare”

DOMANDA 5-8: i dati a questo gruppo di domande non sono riportati, in quanto funzionali a stimolare una compresione delle potenzilità delle economie di rete da un lato, e delle tecnologie di ascolto e analisi delle conversazioni sui social network

DOMANDA 9: se foste certi che le vostre idee fossero prese in seria considerazione dalla amministrazione pubblica: prendereste in considerazione di imparare ad usare un sistema tecnologico con cui discutere con i vostri concittadini i problemi e le opportunità della vostra città?

La risposta è unanimemente sì: un risultato forse scontato, ma è interessante notare i caratteri molto granti e marcati, i punti esclamativi (numerosi), le quesi invocazioni espresse dai partecipanti: “MAGARIIIIIIIII!!!!!!” è un esempio ricorrente. Questo denota quanto sia essenziale per una iniziativa di e-participation il rapporto di fiducia nei confronti dei decisori pubblici e una presa di responsabilità reale del processo di partecipazione: senza questo elemento il rischio di implementare un nuovo sistema che resta inutilizzato è estremamente alto, il punto di partenza di questi progetti non è tecnologico bensì sociale e culturale.

DOMANDA 10: con la Realtà Aumentata si possono scrivere i propri pareri direttamente sul territorio. Ci sono luoghi della città di Pompei che voi pensate siano utilizzati male, o che potrebbero essere trasformati per creare nuove opportunità? ditecene uno.

Questa è una domanda cruciale nell’identificare zone specifiche della città su cui immaginare/progettare possibili interventi legati alle tecnologie ubique. Riportiamo le risposte per intero, in quanto tutte indicano strategie e possibili implementazioni dirette:

“Qualsiasi locale potrebbe essere adibito a sala cinematografica”
“Tutte le periferie”
“Sì, Palazzo Scrocuore, Fonte Salutare, Case Operaie, Piazza Immacolata”
“Piste Ciclabili, ZTL”
“Spazio Venti in via S. Abbondio”
“Il centro storico”
“Fonte Salutare”
“Fonte Salutare”

DOMANDA 11: secondo voi la vostra vita cittadina ed il vostro lavoro potrebbero migliorare con la disponibilità di maggiori fonti di informazione? per esempio sapendo in maniera trasparente come la città usa i soldi pubblici, oppure venendo a conoscenza di quello che dicono le persone che vengono a Pompei?

La percezione è unanimemente “sì”. Riportiamo due risposte rilevanti da un lato su come le informazioni siano in realtà già disponibili, dall’altro sul problema dell’uso di denaro pubblico e, infine, sul tema specifico del commercio/turismo:

“Possiamo già accedere alle informazioni utili. Per quanto riguarda l’uso dei soldi pubblici c’è l’ombra della camorra.”
“Certo, l’informazione è il sale per aumentare il commercio e le attività turistiche. Dovremmo sapere tutto ciò che l’amministrazione comunale fa, ciò che ha deciso e perchè”.

DOMANDA 12: vorreste sapere chi, nella vostra città, si interessa attivamente ai temi che voi ritenete importanti per migliorare la vostra vita? sareste disposti a collaborare con loro?

Le risposte rilevano un desiderio di entrare in relazione con gruppi e persone attive nella città (anche questo forse scontato rispetto ad un pubblico specifico come quello del workshop). L’avvio della collaborazione è legato a fattori quali la fiducia nella persona (“dipende dalla persona”), al timore che non sia una perdita di temo (“Sì, a patto che non sia una perdita di tempo”) o al semplice dubbio (“non so”).

DOMANDA 13: si apre una opportunità: potreste avere un ruolo attivo nella vostra città. sareste disposti ad assumere in maniera attiva uno dei ruoli pubblici appena elencati? (v. slides di presentazione: community strategist, responsabile tematico, facilitatore di relazioni, attivatore di comunità, identificatore di scenari, amplificatore)

Questa è una domanda cruciale, essendo legata alla descrizione/comprensione di come le dinamiche proprie della città fisica si possono trasformare nella città digitale identificando scenari e nuovi ruoli per i cittadini, le amministrazioni, le associazioni: in questo senso, sono stati evidenziati e descritti alcuni ruoli specifici (v sopra). Il dibattito in sala su questo tema è stato elevato e difficilmente riassumibile: solo in due casi i partecipanti sono stati in grado di identificare un ruolo specifico (Identificatore di scenari, attivatore di comunità), mentre una risposta tocca un nodo cruciale, sulla possibiltà di assumere il ruolo ma a patto di una forma retributiva (Sì, ma non gratis)

DOMANDA 14: collaborate con persone di altre città per migliorare il vostro lavoro, il vostro commercio, i vostri studi e, in generale, le vostre attività?

A parte due risposte negative è una condizionale (“solo se ritengo l’iniziativa condivisibile”), il gruppo di partecipanti al workshop risulta connesso e condivide le proprie attività.

[3] PRIMI RISULTATI

Il primo risultato concreto è stata la creazione di una pagina sul sito del Comune dedicata al progetto:

http://www.comune.pompei.na.it/portale/en/amministrazione/informazione/253-ubiquitous-pompei.html

2 thoughts on “Report Workshop 3 Giugno 2012. La co-creazione della città digitale

  1. ALLA CARTIERA !!! sì, sono tornato nella folla di consumatori per rendere giustizia a tutti coloro che lì lavorano e all’eccellenza di prodotti offerti con qualità e prezzo. Ma sono tornato soprattutto per constatare un numero : il 480. Voi direte perchè 480 ? il 480 è il numero più ripetuto dal nostro Sindaco in campagna elettorale. Ricordate ? quando il comizio languiva con le solite promesse da politicante, la piazza piena di elettori aspettava intrepida la promessa risolutiva; e allora, come un attore consumato, il nostro D’Alessio pronunciava il suo asso nella manica con matematica certezza : ” Cittadini ! la riconversione della Cartiera porterà almeno 480 posti di lavoro per i cittadini di Pompei”. E subito dopo partiva l’applauso che trascinava il D’Alessio a vincere le elezioni (se votiamo oggi perde). Caspita ! 480 posti di lavoro al Sud e a Pompei. Evviva ! perciò oggi mi chiedevo se alla Cartiera ci sono realmente 480 cittadini residenti a Pompei che lì lavorano. SINDACO ! chiediamo un manifesto con due numeri soltanto : il 480 di posti promessi per i cittadini di Pompei e il numero reale (può essere anche superiore) dei cittadini di Pompei che lavorano oggi alla Cartiera. Aspettiamo il manifesto. Grazie.
    Stefano Armellin http://armellin.blogspot.com/
    Pompei, venerdì 15 giugno 2012

  2. Pingback: Ubiquitous Pompei - Art is Open Source | Open All :) | Scoop.it

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